Negli USA, Sarah Silverman si prende la libertà di sbeffeggiare il Vaticano proponendo una nuova soluzione per il problema della fame nel mondo: in Italia non la passerebbe certo liscia

Negli USA, Sarah Silverman si prende la libertà di sbeffeggiare il Vaticano proponendo una nuova soluzione per il problema della fame nel mondo: in Italia non la passerebbe certo liscia
Checco Zalone sulla rete ammiraglia Mediaset:

Alla veneranda età di 92 anni si è spento Irvin Penn, uno dei più grandi ritrattisti dello scorso secolo.

Picasso ritratto da Irvin Penn
L’opposizione italiana si presenta in aula con 29 assenze, il provvedimento detto “scudo fiscale” passa per soli 20 voti.
Che gran figura di merda da parte delle opposizioni: infatti tolti i deputati in missione, nel gruppo Idv c’era un assente (pari al 3,8%), nel gruppo Pd 22 (10,6%) e nel gruppo Udc 6 (16,2%). Nel Pdl gli assenti erano 31 (11,5%) , nella Lega 4 (6,6%). Nel voto finale i sì sono stati 270, i no 250.
Qui di seguito l’editoriale di Massimo Giannini su Repubblica.
Candidati a non governare
di MASSIMO GIANNINI
ADESSO scatterà la solita trafila, a metà strada tra il burocratico e il patetico. Una era in missione l’altro era al comizio, l’altro ancora era a letto con l’influenza. Uno aveva la giustificazione, l’altro se l’è dimenticata a casa ma magari la porta domani. Sta di fatto che i 29 deputati dell’opposizione che ieri erano assenti in aula mentre si votava definitivamente l’ennesima legge-vergogna del centrodestra portano sulle spalle non solo l’indegnità morale che spetta a tutti i “lavoratori” che marcano visita. Ma anche la responsabilità politica che grava su chi avrebbe potuto far saltare il colpo di spugna concesso agli evasori e agli esportatori di capitali illeciti, mandare in minoranza la maggioranza e aprire una crisi grave dentro il Popolo delle libertà.
Continua a leggere ‘Che Figura Di Merda!’
Il punto è che non è una presa in giro, è tutto vero, lo pensano seriamente, lo ritengono possibile.

Barack Obama, speech @ United Nations
23 Settembre 2009
Traduzione di Anna Bissanti e Fabio Galimberti
Fonte: Repubblica.it
Signor presidente, signor segretario generale, illustri delegati, signori e signore: è un onore rivolgermi a voi per la prima volta nella qualità di quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti d’America. Mi presento di fronte a voi col peso della responsabilità che il popolo degli Stati Uniti mi ha affidato, consapevole delle enormi sfide di questo momento storico e determinato ad agire con ambizione e con il concorso di tutti per il bene della giustizia e della prosperità, in patria e all’estero.
Sono in carica da appena nove mesi, anche se certi giorni mi sembra che siano molti di più. Sono più che cosciente delle aspettative che accompagnano la mia presidenza in tutto il mondo. Queste aspettative non hanno nulla a che fare con me. Esse affondano le loro radici – di questo sono convinto – in un malcontento nei confronti di uno status quo che ha sempre più messo l’accento sulle nostre differenze, e che è superato dai nostri problemi. Ma affondano le loro radici anche nella speranza, la speranza che un cambiamento vero è possibile, e la speranza che l’America possa assumere un ruolo guida nella strada che porta a questo cambiamento. Continua a leggere ‘Yes, We Can Make It Different’

Silvio Berlusconi - © Matteo Canestraro
Ieri sera un’altra serata di affondi da parte di Silvio Recordman…peccato che gli italiani non l’abbiano guardato, solo 13,4% di share e 3.219.000 spettatori (di solito Porta a Porta in prima serata si attesta sul 18,3 %).
Posto di seguito due articoli usciti oggi su La Stampa e su La Repubblica, rispettivamente di Mattia Feltri e Curzio Maltese.
Continua a leggere ‘Il Bel Paese E Il Bel Cavaliere’
Stake is a presentation about sustainable stakes and values. Text by Olli Laintila and photographs by Matteo Canestraro.

Mar Mediterraneo
Posto qui di seguito un articolo di Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, un racconto struggente dell’infinito viaggio vissuto dai superstiti della tragedia in mare di cui tanto si sta discutendo oggi nel mondo politico e del quale, velocemente, tristemente e colpevolmente, l’Italia si dimenticherà presto.
Un anno, 4 mesi e 21 giorni viaggio dalla morte all’Italia
di EZIO MAURO
PALERMO – Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell’ospedale “Cervello”. Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d’agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la televisione e il crocifisso, una di fronte all’altro.
È quel che vede Titti Tazrar da ieri mattina, quando apre gli occhi. Quando li chiude tutto balla ancora, ogni cosa gira intorno, il letto è una barca che si inclina e poi si piega sulle onde. Titti cerca la corda per reggersi, d’istinto, come ha fatto per 21 giorni e 21 notti, con la mano che da nera sembra diventata bianca per la desquamazione, una mano forata dalle flebo per ridare un po’ di vita a quel corpo divorato dalla mancanza d’acqua. La gente che ha saputo apre la porta e la guarda: è l’unica donna sopravvissuta – con altri quattro giovani uomini – sul gommone nero che è partito dalla Libia con un carico di 78 disperati eritrei ed etiopi, ha vagato in mare senza benzina per 21 giorni, ha scaricato nel Mediterraneo 73 cadaveri e ha sbarcato infine a Lampedusa cinque fantasmi stremati da un mese di morte, di sete, di fame e di terrore.
Continua a leggere ‘Un anno, 4 mesi e 21 giorni: Viaggio dalla Morte all’Italia’

© Matteo Canestraro
«In mare ci hanno dato acqua ma non ci hanno salvati»
La testimonianza: «Si vedevano luci di bar che grandi e piccole. Non si fermava nessuno…»
LAMPEDUSA — La prima a morire è stata una ragazza di vent’anni, con gli occhi sgranati sul mare che poi l’ha inghiottita. Così sussurra l’unica donna sopravvissuta a quest’ennesima immane tragedia. Un racconto confermato dai due uomini e dai due ragazzi che con lei si sono salvati. Solo cinque sopravvissuti che descrivono con parole smozzicate, a gesti, con la mimica dell’orrore, gli stenti, la paura e la fine di 55 uomini e 17 donne. E loro cinque, che sembrano fantasmi, profili smunti, disidratati, le orbite più grandi delle facce scavate dal sale, conteggiano con le dita delle mani addirittura 23 giorni di deriva su un gommone partito dalla solita spiaggetta libica.
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