Rimangono solo pochi giorni per andare a vedere la mostra fotografica di Steve McCurry a Milano, che chiude il 28 febbraio. Ho avuto la fortuna di trovarmi a Milano per gli Arctic Monkeys e quando sono entrato nel Palazzo della Ragione (Piazza dei Mercanti) sono rimasto estasiato, immediatamente pervaso dall’atmosfera straordinaria che l’esibizione emanava. Sarà stato forse il vincolo affettivo che mi lega idealmente a Steve McCurry, il ricordo di quando, molti anni fa, sfogliavo avidamente il National Geographic, e sognavo ad occhi aperti tra le sue immagini, mi immergevo negli occhi delle persone da lui ritratte e maturavo il mio amore folle per la fotografia. Entrare nella sua mostra è stato come un tuffo nel passato, in qualcosa che è sempre presente da qualche parte nella mia mente ma che era stato momentaneamente accantonato, come una canzone che non si ascolta da tanto tempo ma di cui si conoscono a memoria i versi, e così, dolcemente, ho iniziato a canticchiare quella canzone, saltellando tra le immagini di Steve. Eccezionali. Di impatto. Inoltre spero che tanti curatori di musei e mostre siano andati a vedere come si allestisce una mostra, e soprattutto come si illuminano le immagini (quadri o fotografie indistintamente).
Noi ragazzi tra calcio, parole e sentimenti pensavamo che durasse per sempre di Alesssandro Baricco
Quel che ricordo dell’amicizia ai tempi in cui non esisteva Facebook e nemmeno la Rete, le mail, gli sms l’ho scritto in Emmaus, nell’amicizia di quei quattro ragazzini diciassettenni che muovono il romanzo. I libri non sono mai, stupidamente, la verità, ma è vero che noi eravamo più o meno così, come quei quattro. Una cosa che ricordo bene, ad esempio, è che pensavamo l’amicizia come il prolungamento di una fede: fosse religiosa, come nel nostro caso, o anche laica, o politica, non importava. Anche il Toro andava bene. Ma era importante quel credere comune, non sarebbe bastata la simpatia né qualsiasi altra prossimità sentimentale. Continua a leggere ‘Baricco e la Profondità dell’Amicizia’
Tratto dal blog di Paolo Cosseddu, blogger candidatosi alle primarie in Piemonte, ecco le sue 10 regole, simpaticamente geniali.
Dieci semplici regole
1 – Se è giovane, non va bene perchè è troppo giovane;
2 – Se non è così giovane, non va bene perchè non è davvero giovane;
3 – Se sta al suo posto, dovrebbe osare di più;
4 – Se osa di più, dimostra immaturità e impazienza;
5 – Se è parente di, “è parente di”;
6 – Se non è parente di, “ma chi cazzo è”;
7 – Se si esprime con proprietà tecnica, parla come i vecchi;
8 – Se usa un linguaggio meno ingessato, “ma come cazzo parla”;
9 – Se arriva dalla società, deve fare esperienza nel partito;
10 – Se arriva dal partito, è cooptato.
Il Vino di Roma
Giovedì 17 Dicembre 2009 – ore 19.00
Domus Talenti – Via Quattro Fontane, 113
L’inestimabile fortuna del vino di Roma è determinata da fattori territoriali e climatici ed ha una sua storia.
Ideata dal Comune di Roma, in collaborazione con il Sistema Colline Romane, l’esposizione Il vino di Roma – 3000 anni di storia, tradizioni e cultura vuole sostenere questa grande vocazione produttiva.
L’inaugurazione è prevista per giovedì 17 dicembre alle ore 19.00 alla Domus Talenti di Roma, in via delle Quattro Fontane 113, dove la mostra resterà aperta ad ingresso libero fino alla cerimonia di chiusura di domenica 10 gennaio 2010.